Régis Huby - Violini acustici e tenori, elettronica, composizioni
Tom Arthurs - Tromba
Eivind Aarset - Chitarra elettrica, elettronica
Bruno Chevillon - Contrabbasso, Elettronica
Michele Rabbia - Batteria, percussioni, elettronica

Il modo in cui guardiamo le cose e i luoghi... Il loro impatto emotivo, le tracce che lasciano in noi, come fari che definiscono in parte la nostra storia e spesso determinano i nostri percorsi e le nostre azioni future.
Questi suoni, queste luci che in una frazione di secondo ci fanno viaggiare nel nostro tempo e nel nostro spazio, riportandoci a volte in modo quasi tattile a momenti che potevano sembrarci perduti. Queste terre che, appena calpestate, ci emozionano come nessun'altra. Quei mondi interiori nascosti, privati, quasi segreti... quelle dolci solitudini che vorremmo poter condividere... La nostra musica interiore.
Questi modi di vedere le cose e i luoghi... Il loro impatto emotivo, le tracce che lasciano in noi, come fari che definiscono in parte la nostra storia e spesso determinano i nostri percorsi e le nostre azioni future.
Questi suoni, queste luci che in un batter d'occhio ci fanno viaggiare nel nostro spaziotempo e a volte ci riportano in modo quasi tattile a momenti che credevamo perduti per sempre. Quelle terre che, appena le calpestiamo, ci fanno vibrare come nessun'altra. Questi mondi interiori nascosti, privati, quasi segreti... Queste dolci solitudini che vorremmo condividere... La nostra musica interiore.
Traduzione Jean Bonnefoy
Questo album è dedicato al nostro amico Denis Badault
